







Oriolo il Belvedere
Panorama dal Borgo di Oriolo, uno dei Borghi più belli d’Italia.
Oriolo il Borgo
Uno scorcio del Borgo di Oriolo, uno dei Borghi più belli d’Italia
Oriolo e sue viuzze in pietra
Il Borgo di Oriolo con le sue viuzze in pietra, piene di storia.
Oriolo il Borgo da vivere
Oriolo dove potersi rilassare e decidere se passare la giornata al mare oppure in montagna
Oriolo uno dei borghi più belli d'Italia
Il Centro Storico di Oriolo offre a ogni visitatore un’esperienza unica. Oltre alla maestosità del Castello e della Chiesa Madre, basta inoltrarsi in una corte o lungo i tanti vicoli per scoprire antichi palazzi, il Museo della civiltà contadina, piazze storiche e un suggestivo teatro naturale. Ogni angolo racconta una storia e invita a rallentare il passo. Sta a voi dedicarvi del tempo per esplorare questo affascinante labirinto di pietra e memoria.
Cenni
Oriolo uno dei borghi più belli d'Italia, tra storia, tradizioni e paesaggi incantati nel cuore della Calabria.
Risalente all’XI secolo, il primo impianto del castello, di epoca normanna (XI‑XII secolo), fu costruito per volontà di Roberto II Guiscardo. Nel 1129, il re Ruggero cinse d’assedio Oriolo e il suo castello per ben tre volte. Nel 1221, il castello passò in feudo. Dopo la caduta della dinastia sveva, Carlo d’Angiò lo assegnò in feudo (1278) a Calgano della Marra, la cui famiglia lo mantenne fino al 1400.
In seguito, il castello passò a un ramo cadetto dei Ruffo-Sanseverino. Tuttavia, nel 1403, a causa della loro partecipazione alla rivolta dei baroni, il re privò i Ruffo-Sanseverino del feudo di Oriolo, che la Regia Corte incamerò, mantenendolo come Demanio Regio sotto i regni di Ladislao e Giovanna II. Dal 1416 al 1440, dopo una rivolta dei cittadini di Oriolo, i Sanseverino riottennero il castello. Ma, dopo aver complottato nuovamente contro il re, persero tutti i loro beni, incluso il castello. Re Ferdinando d’Aragona li graziò e restituì loro il possedimento.
Nel 1495, i Sanseverino parteciparono ancora alla rivolta dei baroni e il feudo tornò alla Regia Corte. Nel 1500, lo recuperarono una seconda volta. Il 3 novembre 1522, con un atto ratificato da Filippo II il 12 aprile 1528, il marchese Marcello Pignone acquistò il castello e i feudi annessi.
Nel 1628, don Alessandro Pignone, suo discendente, lo fortificò, ne sanò i danni accumulati nei secoli e lo rese imponente ed elegante. La famiglia Pignone mantenne la proprietà fino al 1899, anno in cui lo vendette alla famiglia Soria, che lo possedette fino al 1977. Nel 1978, il Comune di Oriolo acquistò il castello e avviò un parziale restauro.
Aspetti
Architettura medievale perfettamente conservata: vicoli in pietra, chiese secolari e un castello che domina la valle del Ferro.
Il castello di Oriolo, a pianta quadrangolare, sorge su un banco roccioso e domina il borgo antico all’interno della cinta muraria. La struttura è caratterizzata da un alto torrione quadrato (mastio), circondato da torrette cilindriche cordonate e bastioni incorporati nei muri. A seguito di frane avvenute all’inizio del Novecento, l’ala est ha perso due torri, mentre resti di bastioni con base a scarpa sono visibili sui lati nord e sud.
L’ingresso principale è posto sul lato ovest e presenta una scalinata monumentale; in origine, l’ingresso da Piazza del Borgo era servito da un ponte levatoio. La pianta del castello si sviluppa su più livelli, rispecchiando la funzione originaria degli ambienti. Lungo il percorso interno che collega l’ingresso alla corte, si trovano a destra tre ambienti un tempo destinati a stalle e dispense, in parte danneggiati da un sisma. Sul lato sinistro si sviluppa un camminamento, in parte a galleria e in parte a loggia, che conduce a una grande sala con volta a botte in laterizi.
Dal cortile si accede al piano nobile, che occupa l’intera superficie dell’edificio. Nella torre sud-ovest si conservano affreschi sulla volta raffiguranti le “quattro stagioni”.
Il castello è raggiungibile dalla “Barisana”, da “Porta San Giacomo” o da “La Portella”, nei pressi della quale si trova anche il Teatro naturale. Il centro storico è particolarmente suggestivo per il suo stato di conservazione e l’integrità dell’impianto medievale. Sono presenti diversi palazzi nobiliari e cappelle devozionali, costruite sia da famiglie private sia dall’Università. Subito fuori le mura, oltre Porta San Giacomo, sorge la Cappella della Madonna delle Virtù, ricostruita a fine Ottocento su una struttura del 1651.
Oriolo uno dei borghi più belli d'Italia
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belli d'Italia
Oriolo
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